Nuovo Tucson, il meglio di Hyundai: una mano italiana ha ispirato lo stile

Nicola Danza, ex Fiat e Pininfarina, al centro del progetto di design affidato dalla casa coreana al Centro Stile di Russelsheim per definire le forme dell’erede della ix35. Tutti Euro 6 i motori. Convince il nuovo 1.6 turbo benzina da 177 cv.

Fhyundai-tucson_2RANCOFORTE – Date mano libera ai designer e sistemate una bella carrozzeria su una scocca tutta nuova; infilate sotto al cofano motori euro 6, efficienti ed economi, e tiratefuori un vecchio nome di successo. Il gioco è fatto. Nasce così il nuovo Hyunday Tucson, Suv/crossover compatto destinato a prendere il posto, dopo cinque anni, della ix35, in quell’area infocata del mercato in cui imperversano Nissan Qashqai e una nutritissima schiera di agguerrite rivali.

Dopo anteprime e passerelle nei più importanti saloni, la nuova arma coreana è finalmente disponibile nelle concessionarie con motorizzazioni a iniezione diretta, tra le quali spicca la soluzione 4 cilindri 1.6 turbo benzina con potenza di 177 cv/265 Nm, che affianca l’aspirato da 135 cv già sperimentato sulla ix35. In alternativa, tre proposte diesel: CRDI 1.7 da 115 cv e 2.0 con potenze di 136 e 186 cv.

Abbiamo provato la versione con il nuovo motore 1.6 turbo. E ne abbiamo ricavato una buona impressione. Brillantezza, elasticità e silenziosità sono le caratteristiche salienti. La velocità massima (ove consentito) supera i 200 km/h (202) e il passaggio in accelerazione da 0 a 100 km/h avviene in 9,5 secondi. Quanto al comportamento dinamico, l’auto rivela buone doti di tenuta e un insospettabile contenimento del rollio. La posizione di guida è indovinata; i sedili anteriori, che possono essere ventilati e riscaldati, trattengono bene, e lo scarso ingombro dei montanti favorisce la visibilità. Che è meno agevole in retromarcia, anche se intervengono a supporto i grandi specchi retrovisori esterni e la (necessaria) telecamera di manovra.

La trazione può essere anteriore o integrale. In quest’ultimo caso l’auto si presta anche ad un fuoristrada impegnativo, con un sistema che simula il blocco del differenziale: fino a 40 km/h basta schiacciare il tasto lock sulla console e la coppia viene ripartita al 50% tra l’asse anteriore e quello posteriore. Altrimenti l’auto provvede da sola, procedendo abitualmente con la trazione anteriore, salvo assegnare in automatico, in caso di necessità, il 40% della forza alle ruote di dietro. Su percorsi stradali si fa apprezzare invece la possibilità di scegliere tra le modalità Normal e Sport, che incidono sulle risposte dello sterzo, sull’erogazione e sul cambio. Quest’ultimo è un manuale a 6 marce che offre buona manovrabilità. Ma sono disponibili anche un automatico e un doppia frizione a 7 rapporti.

Nulla da dire sul comfort: i passeggeri seduti dietro possono sfruttare uno spazio notevole, grazie all’allungamento del passo di 3 cm rispetto alla ix35. I sedili posteriori, sdoppiabili e ribaltabili, hanno inoltre gli schienali regolabili e l’opzione del riscaldamento. Ciò detto, sono stranamente privi di maniglie di sblocco. E’ invece agevole l’accesso al vano bagagli (da 513 a 1503 litri con piano regolabile in altezza): basta avvicinarsi e il portellone si apre automaticamente se rileva la vicinanza della Smart Key.

Quanto alle finiture, i materiali sono di buon livello, soprattutto negli allestimenti in pelle, ma si poteva fare qualcosa di meglio per il rivestimento della plancia, un po’ troppo semplice. Interessante l’opzione del tetto apribile panoramico, a comando elettrico. E’ nuovo il sistema d’infotainment. Lo schermo è da 8 pollici e il navigatore – secondo il costruttore – “è tre volte più rapido dei sistemi precedenti”. In più c’è la possibilità di abbonarsi gratuitamente, per sette anni, ai servizi Tom Tom Live.2016-hyundai-tucson-official-photos-and-info-news-car-and-driver-photo-656541-s-429x262

La nuova Tucson è un’auto coreana ma è figlia di un progetto tedesco, nel senso che è stata concepita a Russelsheim, periferia di Francoforte, con l’obiettivo di andare alla conquista del mercato europeo. In questa ottica, l’auto viene costruita nella fabbrica Hyundai di Nosovice, in Repubblica Ceca, e verrà poi commercializzata su scala globale. Secondo Andrea Crespi, amministratore delegato di Hyundai Italia, “è la Hyundai più bella di sempre e sarà sicuramente un successo anche nel nostro Paese”. Da noi – vale la pena ricordarlo – la filiale locale dell’azienda coreana ha venduto dal 2001 ad oggi oltre 130mila Suv, di cui quasi 60.000 ix35.

A sostenere l’ottimismo dei rappresentanti italiani di Hyundai Motor Company anche un particolare non secondario: un italiano ha avuto un ruolo decisivo nella definizione dello stile della nuova auto. Si chiama Nicola Danza, un passato in Pininfarina e in Fiat, oggi uomo di punta nel team del centro stile tedesco della casa orientale diretto da Thomas Burkle. “Non è stato facile ottenere l’approvazione definitiva del progetto di stile – ha confidato il designer italiano – ma alla fine abbiamo convinto i nostri colleghi coreani più conservatori e il risultato è un Suv dalle linee sportive, accattivanti, non proprio anticonformista ma neanche banale”.

La nuova Tucson è lunga 4,475 metri, guadagna dunque 6 cm sulla ix35, rispetto alla quale è anche più larga di 3 cm (1,858 in tutto) e presenta un tetto più basso. Il frontale è caratterizzato da una imponente calandra esagonale e da fari sottili con fascia superiore a Led; la fiancata è alta ma con profilo a cuneo; la coda leggera, con gruppi ottici orizzontali. Tutto ciò regala una immagine sportiva, impreziosita da cromature e cerchi in lega di disegno inedito. “I primi bozzetti – rivelano in casa Hyundai – erano ancora più arditi, con linee lontane dagli abituali standard del brand, e ciò ha comportato qualche resistenza, ma alla fine s’è trovato il giusto equilibrio tra razionalità, eleganza, emozione”. Meno coraggioso è stato invece il lavoro fatto sugli interni, “firmati” dal Centro Stile americano di Hyundai Motor Company, e ispirati a criteri di tradizionale pragmatismo. Nulla da dire, comunque, su strumentazione e comandi.

Molto si è lavorato anche sulla sicurezza. A sostegno della struttura, di per sé rassicurante (è realizzata con acciai ultraresistenziali e migliora la resistenza torsionale del 48%), abbondano dispositivi hi-tech di ultima generazione, tra i quali spicca la frenata d’emergenza automatica con tre modalità di funzionamento (pedonale, cittadina ed extraurbana) e capacità d’intervento tra 8 e 180 km/h. Non mancano il correttore di sterzo per evitare involontari cambiamenti di corsia, il controllo degli angoli ciechi, l’avvisatore dei limiti di velocità, la telecamera di retromarcia e l’allarme in presenza di ostacoli in manovra in un’area di 180 gradi. Il cofano anteriore, inoltre, attutisce eventuali impatti con pedoni e ciclisti.

In Italia l’auto è già ordinabile. Il prezzo di listino parte da 21.450 euro “chiavi in mano” per la versione 1.6 GDI 2WD Classic. In caso di permuta o rottamazione, si riduce di 2.000 euro, per complessivi 19.450 euro. Tra motorizzazioni e allestimenti diversi (Comfort e XPossible) si sale fino a 34.950 euro. La garanzia – come consuetudine per Hyundai – è di 5 anni a chilometraggio illimitato.

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