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Volvo Una berlina di lusso su base Spa a Daqing

XC Classic (3) #Grupporesicar
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Una berlina di lusso su base Spa a Daqing

Eccolo, il “next step”: la fabbrica di Daqing, una delle tre inaugurate dalla Volvo sotto l’egida della Geely, è pronta per produrre un modello completamente nuovo. Oggi nell’impianto nasce la XC Classic, vale a dire la XC90 di prima serie XC Classic (2) destinata al mercato locale, ma presto arriverà una nuova berlina di lusso costruita sulla piattaforma Spa, l’architettura modulare che fa da base alla nuova XC90.

Daqing prima fabbrica Spa in Cina. Quello di Daqing sarà dunque il primo impianto cinese della Volvo ad assemblare un modello di prossima generazione, dato che a Chengdu vengono per il momento prodotte la S60L e la XC60, fresca quest’ultima di introduzione in linea di montaggio. La fabbrica di Daqing, inaugurata nel settembre dell’anno scorso, si estende attualmente su una superficie di 80.000 mq e dà lavoro a 700 addetti, ma l’arrivo del nuovo modello comporterà senza dubbio una significativa espansione.

XC Classic (1)Un legame speciale con la città. Il legame della Casa con la città situata nell’estremo nord del Paese (che detiene il 37% della proprietà Volvo) si farà ancora più stretto negli anni a venire, perché management e amministratori sono al lavoro per lo sviluppo economico del distretto industriale e della regione che gravita su di esso. Investimenti e contatti istituzionali, del resto, sono un passaggio logico per sfruttare l’onda lunga della crescita cinese.

S90: una grande berlina per conquistare i cinesi (ma non solo loro). Già quest’anno, con le 80.000 unità che verranno commercializzate, il Paese asiatico diventerà il principale mercato mondiale per la Volvo, ma sul lungo termine l’obiettivo del Costruttore è quello di raggiungere quota 200.000 unità l’anno. E in questo aiuterà da un lato il debutto della nuova XC90 (anch’essa attesa nell’impianto, in futuro), e dall’altro quello della suddetta berlina di lusso. Che poi altri non è se non la S90, già al centro di numerose speculazioni.

Fabbricate in Cina, destinate per la prima volta all’export. Era stato lo stesso Håkan Samuelsson, intervistato lo scorso agosto dal Wall Street Journal, a rivelare i piani per la nuova tre volumi: in quell’occasione, il dirigente svedese aveva peraltro dato un’altra importante anticipazione, annunciando che i modelli prodotti in Cina (realizzati con gli stessi standard qualitativi delle Volvo svedesi, come ripete ossessivamente la Casa) verranno presto esportati. Una vera rivoluzione, dato che oggi le auto prodotte in Cina – dalla Volvo e dalle principali concorrenti – sono esclusivamente destinate al mercato locale.

Due piattaforme modulari: Spa e Cma. Sono due i pilastri su cui si costruirà il futuro della Volvo da qui al 2020: il primo, naturalmente, è la piattaforma Spa, che dopo XC90 ed S90 andrà ad equipaggiare anche la variante wagon (provvisoriamente identificata come V90 e destinata a sostituire la V70) e la linea dei modelli medi (S60, V60, XC60). Fondamentale sarà anche l’introduzione della piattaforma modulare per le piccole: se ne parla ancora poco, ma l’architettura Cma in fase di sviluppo congiunto con Geely (su cui dovrebbero nascere la nuova C30 e una crossover compatta) rivestirà un ruolo almeno altrettanto importante.Fabio Sciarra, by quattroruote.it

Digital Manager Amos Amodei

 

 




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