Nuova hyundai tucson by GruppoResicar

#Grupporesicar

Nuova hyundai tucson grupporesicar (1)Hyundai Tucson
In vendita a settembre

Il Suv che sostituisce la ix35 è un salto di qualità, fra i designer un italiano
Lungo 4 metri e mezzo è il concorrente di Nissan Qasqhai e Vw Tiguan

hyundai tucson grupporesicar (6)Berlino- Aveva ragione Martin Winterkorn. I progressi dei coreani sono impressionanti. Il grande capo della Volkswagen – leggendaria una sfuriata ai suoi durante un salone qualche anno fa mentre testava la qualità di una Hyundai- li tiene d’occhio da tempo. E non sbaglia: a ogni nuovo modello, la qualità e il design delle vetture migliorano, tanto da far invecchiare in un lampo le quelle che le hanno precedute. E’ il caso della nuova Hyundai Tucson: sostituisce la ix 35, che già era un ottimo Suv, ora però l’asticella è stata alzata ancora. Il mirino dei coreani punta dritto al «Made in Germany», senza complessi d’inferiorità, perché Hyundai Motor Group (che include Kia) è al quinto posto nella classifica mondiale dei costruttori. Anche hyundai tucson grupporesicar (3)da noi cresce rapidamente: Hyundai dal 2011 a oggi ha quasi raddoppiato la quota di mercato fino al 3%.

Prodotto in Europa

La Tucson è stata svelata un paio di settimane prima del debutto al Salone di Ginevra in un evento a Berlino – a proposito, a che servono ormai i motorshow se tutto viene «bruciato» prima?- ed è un veicolo a ruote alte di quelli di gran moda. Siamo appena sotto i quattro metri e mezzo (4,47), nel terreno di Nissan Qashqai, Volkswagen Tiguan e Ford Kuga. Rispetto all’ix35, la nuova Hyundai Tucson appare più massiccia ed elegante. E’ costruita su di un’inedita architettura nella fabbrica di Nosovice, in Repubblica Ceca. «Abbiamo hyundai tucson grupporesicar (2)allungato il cofano e spostato indietro i montanti anteriori, così è più slanciata e possente» spiega Nicola Danza, stilista italiano che l’ha disegnata. Una delle tante talentuose matite di casa nostra che ha fatto fortuna all’estero. C’è un marchio di fabbrica, la griglia esagonale sul muso. «Si deve capire subito guardandola dallo specchietto che è una Hyundai». Un ragionamento simile l’ha fatto l’Audi anni fa con la calandra «single frame» e i fari a hyundai tucson grupporesicar (4)Led. E i risultati si sono visti, eccome.

La gamma motori

L’identità di marca è la carta con la quale Hyundai vuole giocarsi a tutto campo la partita in Europa, salendo un gradino più su. Ci sarà da aspettare comunque: la nuova Tucson non sarà nelle concessionarie prima di settembre. E’ migliorata anche dentro – certo- ma forse non così tanto come i coreani vorrebbero farci credere. Non mancano «chicche» tecnologiche come il portellone ad apertura elettrica, il freno automatico d’emergenza che rileva anche i pedoni, il sistema di hyundai tucson grupporesicar (5)allerta quando si supera la carreggiata, il cruise control adattivo con radar e altri gingilli. Poche novità per i motori: a parte i benzina poco richiesti dalle nostre parti – 1.6 a iniezione diretta aspirato da 135 Cv o turbo da 176 Cv – ci sono i tre diesel. Quello della versione base, il 1.7 da 115 Cv, o i 2 litri da 136 e 184 Cv. Nelle versioni a due o quattro ruote motrici. Vedremo se su strada la nuova Hyundai Tucson saprà confermare l’ottima impressione che trasmette al primo sguardo. by corriere.it

Digital Manager Amos Amodei

 

 

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